Come la pandemia ha cambiato il settore della moda. Parla Jason, Brand Ambassador di Philipp Plein Milano.

Come la pandemia ha cambiato il settore della moda. Parla Jason, Brand Ambassador di Philipp Plein Milano.

Nasce a Genova e ci resta fino all’età di 25 anni, dove lavora e matura le sue esperienze nella direzione di diverse strutture alberghiere, in hotel di lusso fino a diventare ufficiale imbarcandosi su yacht per circa cinque anni. Maturate diverse esperienze decide di cambiare vita e puntare alla sua città del cuore, Milano. Conquista subito un contratto presso Gianni Campagna, noto sardo a livello internazionale, per poi approdare in Rinascente da Monclear, dove trova un ambiente dinamico e brillante. Grazie alle performance ottenute arriva la chiamata da Philipp Plein, noto brand del quadrilatero della moda, dove ottiene riscontri positivi come essere uno dei primi dieci venditori mondo.

“Di Mr. Plein posso dire che è un visionario, un genio”, afferma Jason.

Ma veniamo a oggi; la moda ha subìto come tanti altri comparti le conseguenze di una pandemia mondiale che ha impedito la vendita fisica, gli eventi della fashion week e si è riorganizzata puntando sull’online e l’e-commerce. Quale il futuro di questo settore?

“Beh, la moda si è dimostrata più solida di molti altri settori e devo dire che la cosa non mi ha spiazzato perché molti negozi sono ben strutturati a livello di organizzazione e a livello economico. Brand come Plein, Supreme, Off White, Nike e il gruppo Inditex sono riusciti ad anticipare gli altri puntando e costruendosi una fitta rete di fedelissimi online, insomma io li definisco precursori perché ora tutti stanno cercando di seguirli a ruota, costretti dalle condizioni imposte dal Covid.”

Trova che nel post pandemia si tornerà alla normalità o in questo lasso di tempo è cambiato per sempre il modo di vendere?

“Sinceramente questo modo di relazionarsi col cliente non è di mio gradimento perché adoro il contatto con il pubblico, interfacciarmi, capire chi ho di fronte. Nelle migliori delle ipotesi si creano anche rapporti di amicizia con i clienti che vengono in negozio a provare, vedere le nuove collezioni. Vendere ai tempi del Covid ha eliminato questa dimensione ma ha creato nuove modalità a cui dover rispondere: l’utilizzo dei social, vetrina dei prodotti e di noi stessi, l’utilizzo h24 del telefono e ovviamente del computer. E’ grazie a questi tre elementi che siamo riusciti a far ripartire la macchina sebbene – ripeto – che Plein e altri gruppi sono stati bravi a coinvolgere tutte le loro risorse sull’online già in tempi non sospetti.

Cosa pensa Jason del nuovo modo di vendere?

Per quanto possa sembrare strano ci sono indumenti e articoli che non si possono, a mio parere, comprare soltanto dietro a uno schermo o al telefono con il tuo sales-associate di fiducia. Alcuni articoli vanno vissuti, toccati, quasi desiderati per far vivere un viaggio attraverso quello che loro rappresentano, il tutto all’interno del negozio in cui i clienti vengono coccolati. Proprio per questo credo che il negozio fisico non potrà essere sostituito ma avremo sempre più aperture mirate in punti logistici strategici di flagship store.

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