CONTE, UN APPELLO PER SALVARE LA POLTRONA E UN ELOGIO RACCAPRICCIANTE DEL SUO OPERATO

CONTE, UN APPELLO PER SALVARE LA POLTRONA E UN ELOGIO RACCAPRICCIANTE DEL SUO OPERATO

Di Leonardo Di Biase

È estremamente faticoso accettare il discorso pronunciato da Giuseppe Conte ieri alla Camera dei Deputati e oggi al Senato della Repubblica.

Le sue parole lasciano l’amaro in bocca perchè ascoltando il Presidente del Consiglio, sembrerebbe che tutto sia andato bene e tutto proceda splendidamente. Una grande esaltazione del lavoro suo e della sua squadra, una glorificazione dei risultati ottenuti in questi duri mesi di sforzi e fatiche. Ma cosa ha da esultare Conte? Di cosa può vantarsi? Di nulla.

La perdita del PIL stimata è del 10%, peggior dato del mondo, il numero dei morti per milione di abitanti è il più alto del globo. Siamo arrivati tardi su tutto, siamo gli unici in Europa a non aver ancora presentato il Recovery Plan, centinaia di migliaia di PMI su cui si regge l’intero Stato sono prossime alla chiusura e in ultimo, non per importanza, l’imminente tsunami dei licenziamenti che si abbatterà su di noi. Conte ci ha raccontato la sua realtà, diversa da quella effettiva, spacciando l’Italia come un modello nel mondo.

I dati parlano per lui, e un minimo di autocritica, un minuscolo riconoscimento degli errori fatti, sarebbe stato più nobile.

Invece no, l’avvocato del popolo ci ha servito l’ennesimo schiaffo.

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