Covid e dpcm: l’impatto sulle filiere produttive. Con Marco Osnato e Nicola Bertinelli

Covid e dpcm: l’impatto sulle filiere produttive. Con Marco Osnato e Nicola Bertinelli

Di Grazia Di Maggio

Quali le conseguenze dei DPCM sulle nostre filiere produttive? E quali i possibili scenari a cui dover far fronte?

Sul tavolo del Consiglio dei Ministri è approdata la finanziaria, tradotta in legge entro il 31 dicembre: giunge in notevole ritardo e con molti punti nebulosi.

È sufficiente una manovra di 35 miliardi?

A sciogliere tali interrogativi l’onorevole di Fratelli d’Italia Marco Osnato, componente della VI commissione Finanze alla Camera dei Deputati.
Lo scenario è in realtà drammatico: abbiamo un consistente crollo del Pil, l’aumento della pressione fiscale mascherata, si parla di blocco dei licenziamenti ma nel mese di ottobre fino a oggi sono stati persi 110mila posti di lavoro.
Abbiamo, però, secondo il governo misure eccezionali: si parla di Recovery Fund come cascata di aiuti ma le condizionalità imposte da Bruxelles per accedere ai finanziamenti rischiano di essere pesantissime. E poi abbiamo il DL Ristori.

Secondo Nicola Bertinelli, Presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano e Vice Presidente Coldiretti, è importante ripartire dando slancio alle risorse che contraddistinguono il nostro Paese: l’agricoltura, la ristorazione, il comparto del Made in Italy fin troppo danneggiato dalle misure restrittive dovute al contesto pandemico.

Il brand Made in Italy va tutelato e, afferma Osnato, Fratelli d’Italia con il dipartimento agricoltura “eccellenze italiane” si impegna affinché i nostri prodotti siano legati anche a un certo valore identitario, quello della tradizione.

Un passaggio, doveroso, sulle prossime festività natalizie che, secondo una stima di Coldiretti, potrebbero costare 1,2 miliardi di euro. Gli italiani rischiano di dover dire addio a pranzi e cenoni, in casa così come al ristorante. In crisi un altro settore trainante, quello del vino e degli spumanti.

È difficile proporre una ricetta da seguire alla lettera, ma è ancora più difficile restare a guardare mentre chi ha il potere decisionale non si impegna per salvaguardare lo stato di salute dell’economia italiana. È giusto essere prudenti ma non è mai giusto essere rassegnati. Non è giusto essere pressappochisti. Non è giusto fare gli interessi di qualcun altro. Non è giusto non sentirsi, ora più che mai, fratelli d’Italia.

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