Finché ricordiamo vivranno con noi, in ricordo di Franco, Francesco e Stefano, uccisi dall’odio Comunista.

Finché ricordiamo vivranno con noi, in ricordo di Franco, Francesco e Stefano, uccisi dall’odio Comunista.

Di Nicholas Pellegrini

7 Gennaio 1978.
Doveva essere una giornata come tante altre per Francesco Ciavatta e Franco Bigonzetti, una tipica giornata invernale passata a preparare un volantinaggio dentro la sede del MSI nel quartiere Tuscolano di Roma, Via Acca Larentia.

Franco 20 anni. Francesco 18 anni.

Gli anni più belli, beata giovinezza verrebbe da pensare, il coraggio di chi faceva politica con amore, speranza, di chi sapeva che far politica di destra in quel periodo era rischioso, il coraggio di chi rischiava tutto in nome di un’idea, in nome di qualcosa di molto più profondo.

Erano le 18.20, cinque giovani militanti missini furono investiti da colpi di arma da fuoco mentre uscivano dalla sede.
Francesco venne ucciso sul colpo, altri 3 militanti di cui uno ferito riusciro a rientrare dentro la sede, chiudendo la porta blindata, salvandosi dall’agguato.

L’ultimo del gruppo, Francesco Bigonzetti, pur essendo ferito provo a scappare nella scalinata situata davanti la sede, fu inseguito, fu colpito alla schiena da un ennessimo colpo, mori in ambulanza poco dopo.

La notizia divampò, nelle strade vicino al luogo dell’accaduto si formarono sit-in di protesta da parte di militanti missini che scaturirono in scontri con le forze dell’ordine.
Secondo le testimonianze i carabinieri spararono alcuni colpi per aria. Un colpo sparato ad altezza uomo colpi in piena fronte il dicianovenne Stefano Recchioni, militante della sezione di colle oppio.
Il giovane morirà dopo due giorni d’agonia.

L’agguato fu rivendicato alcuni giorni dopo tramite una cassetta trovata in un distributore di benzina, registrata con una voce contraffata, a nome dei Nuclei Armati Rivoluzionari.

Una data che cambiò per sempre la storia della politica in Italia, l’agguato di Acca Larentia segnò il punto di non ritorno per tanti militanti missini di tutta Italia che decisero infatti di intraprendere la lotta armata. Si ebbe una degenerazione della violenza politica e dell’odio ideologico tra le opposte frazioni estremiste.

43 anni. Sono passati 43 anni da quel freddo giorno d’inverno Romano.
43 anni in cui i loro nomi, i loro occhi, il loro coraggio non sono mai stati dimenticati. Sono passati anni, tante cose sono cambiate, il loro esempio è immortale, il loro ricordo è immortale, il loro sacrificio a nome di un idea d’Italia migliore vive oggi più forte che mai.

In ricordo di
Francesco Ciavatta
Franco Bigonzetti
Stefano Recchioni
Uccisi dall’odio comunista.

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