Governo Draghi: Tecnici, ex ministri di Conte, ministri di Sinistra, di Centrodestra, grillini, ne vedremo delle belle…

Governo Draghi: Tecnici, ex ministri di Conte, ministri di Sinistra, di Centrodestra, grillini, ne vedremo delle belle…

Di Nicholas Pellegrini

Draghi è stato chiamato per portare a termine il recovery fun, e cosi sarà. Tutti i ministeri più strategici sono infatti in mano ai famosi ‘Tecnici’, tutti uomini di fiducia del neopremier. Alla parte politica ha pensato il Presidente della Repubblica, che ha cercato di accontentare un pò tutti i partiti, difficile pensare che Mattarella non fosse in stretto contatto con i partiti già da tempo. Ora bisognerà vedere quanto il neopremier Draghi sia in grado di tenere compatta questa maggioranza cosi eterogenea, perchè che Mario Draghi sia un’ottimo banchiere, una persona di alto spessore è fuori discussione, ma la politica è un altra cosa, sopratutto quando devi fare da mediatore tra forze di maggioranza cosi diverse tra loro. Il rischio e la paura più grande è quella di vedere impanato Mario Draghi tra i giochi politici dei partiti.

Ci si aspettava un cambio di passo, ma il governo dei migliori riparte dai peggiori. Riconfermato Roberto Speranza alla salute che era il cambiamento più sperato ma difficilmente poteva accadere, insomma, sostituire Speranza vorrebbe dire accettare di aver sbagliato tutto fino ad ora, e Mattarella non lo poteva permettere. Riconfermato anche Luigi Di Maio agli esteri anche se il suo ruolo sarà più di facciata non certo d’intermediazione con gli altri paesi, compito che ovviamente avrà in mano Draghi. Riconfermata anche Luciana Larmogese all’interno, qui è difficile capire quali siano i motivi di questa riconferma.

Casca ancora in piedi il Pd nonostante non vinca l’elezioni dal 2006, ma questo perchè è un partito di Stato e di sistema, purtroppo. Riconfermato Franceschini, Orlando al Lavoro, e Guerini alla difesa.

M5s che conferma il suo poco peso politico dentro le stanze del potere. Giustamente.

Vittoria di Silvio Berlusconi, che riesce a piazzare 3 dei suoi, Brunetta, Carfagna, Gelmini, insomma tre nomi dei più moderati tra i moderati di FI, anche se balza all’occhio il mancato cambio generazionale in casa FI.

Vince la Lega, perde Salvini. La Lega avrà 3 ministri, di cui uno di peso, allo sviluppo economico va infatti Giancarlo Giorgetti, più altri 2, Disabilità e Turismo, ricoperti da Erika Stefani e Massimo Garavaglia, uomini vicini a Giorgetti. Difficile vedere un Matteo Salvini felice.

Il cdx piazza 6 uomini, nessuno dell’ala Sovranista.

Perde Italia Viva, che passa da 2 a 1 ministero, ma come sappiamo tutti, la partita che gli interessa giocare a Matteo Renzi sarà un’altra. Nato.

Quello che passa agli occhi di tutti però è la sconfitta della politica stessa, sostituita dai tecnici per incapacità.

Il tanto atteso cambio di passo non è avvenuto, e se il buongiorno si vede dal mattino….Ne vedremo delle belle.

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