Il nostro giorno verrà! In ricordo di Bobby Sands.

Il nostro giorno verrà! In ricordo di Bobby Sands.

Giacomo Gioacchini

Divenuto giustamente simbolo e guida per chiunque combatta per la libertà della propria patria, morì il 5 maggio 1981, nel carcere di Maze, a Long Kesh, ivi detenuto dall’ottobre del 1977 per possesso illegale di armi da fuoco scontando una pena per 14 anni di carcere, la pistola da lui detenuta era la stessa usata in un conflitto a fuoco contro uomini del Royal Ulster Constabulary. Durante la sua permanenza in carcere divenne scrittore e poeta i sul An Phoblacht-Republican News, organo di stampa dell’IRA.
Sands, già PRO (Public Relations Officer) dei detenuti, venne scelto nel 1980 come OC (Officer Commanding), ufficiale comandante dei prigionieri dell’IRA a Long Kesh.
I prigionieri dell’IRA nel carcere avevano organizzato una serie di proteste per cercare di riottenere lo status di prigionieri politici tolto loro nel 1976. Nel 1978 i detenuti iniziarono la dirty protest (“protesta dello sporco” ), spalmavano gli escrementi sui muri delle celle e buttavano l’urina sotto le porte. i detenuti decisero di risolvere la questione una volta per tutte e il 27 ottobre 1980 iniziarono un primo sciopero della fame terminato Il 18 dicembre 1980 che non portò a niente.
Appena eletto a capo dei detentuti dell’IRA Sands proclamò un secondo sciopero della fame che a differenza del primo non avrebbe visto i detenuti cominciare il digiuno in gruppo ma singolarmente, a intervalli regolari, per prolungare l’impatto sull’opinione pubblica e per mantenere alta la pressione sul governo britannico. Il primo a rifiutare il cibo fu, il 1º marzo 1981 fu lo stesso Bobby Sands. Il secondo a digiunare, il 15 marzo 1981 fu Francis Hughes, seguito una settimana dopo da Raymond McCreesh e da Patsy O’Hara, comandante dei detenuti dell’INLA.
Nel mentre Il 20 marzo morì improvvisamente il nazionalista indipendente Frank Maguire, membro del parlamento britannico per la circoscrizione di Fermanagh-South Tyrone. Tutti i partiti nazionalisti Irlandesi di comune accordo decisero di presentare Bobby Sands come unico candidato nazionalista, opposto al candidato dell’Ulster Unionist Party (UUP) Harry West. Al termine di una campagna elettorale tra le più tese della storia britannica il 9 aprile 1981 vinse Bobby Sands aveva ottenuto 30492 voti contro i 29046 degli Unionisti, diventando così membro della camera dei comuni britannica. Per qualche settimana, anche in ragione dell’Elezone di Bobby sembrò che un accordo per il riconoscimento del status di detenuto politico per i nazionalisti irlandesi fosse possibile, anche a causa delle pressioni internazionali sul governo inglese dovuti allo sciopero della fame, ma Margaret Thatcher rimase inamovibile. Il 5 maggio 1981 Sands morì dopo 66 giorni di digiuno e venne sostituito nel digiuno da un altro detenuto come da sue direttive. Il 12 maggio fu la volta di Francis Hughes a morire e poi, il 21 maggio, morirono a poche ore di distanza l’uno dall’altro McCreesh e O’Hara. Anche loro tre vennero sostituiti da altri detenuti.
Il 13 luglio morì Martin Hurson, mentre il 31 luglio la madre di Paddy Quinn, che digiunava da 47 giorni, autorizzò l’intervento dei medici quando suo figlio entrò in coma. Dato che la legge britannica prevedeva che, in caso di coma, fossero i parenti a poter autorizzare l’intervento medico, uno dei cappellani del carcere, padre Denis Faul iniziò una serie di riunioni con i familiari dei detenuti per convincerli a intervenire una volta che i loro congiunti avessero perso conoscenza.
Il 1º agosto fu la volta di Kevin Lynch a morire, mentre il giorno seguente si spense anche Kieran Doherty che durante lo sciopero era stato eletto al Dáil Éireann, il parlamento irlandese, nella circoscrizione di Cavan-Monaghan. L’8 agosto morì Thomas McElwee, cugino di Francis Hughes e il 20 agosto, mentre moriva il decimo detenuto, Mickey Devine, Pauline McGeown, moglie di Patrick McGeown, fu la seconda ad autorizzare l’intervento medico quando suo marito entrò in coma. Dato che le famiglie di coloro che stavano ancora digiunando avevano dichiarato in maggioranza che avrebbero autorizzato l’intervento medico, i detenuti compresero che lo sciopero ormai non aveva più senso e il 3 ottobre 1981 annunciarono la fine del digiuno. Poco dopo il governo britannico annunciò una revisione del sistema carcerario, concedendo ai detenuti la maggior parte delle loro richieste.
La copertura mediatica che circondò la morte di Bobby e degli altri che seguirono il suo piano produsse un nuovo flusso di attività dell’IRA, che reclutò molti nuovi membri e incrementò la sua capacità di raccogliere finanziamenti sia in patria che soprattutto negli USA. Molte persone si sentirono spinte ad aiutare a spezzare la connessione britannica aiutando l’IRA, non vedendo altre opzioni dato l’atteggiamento iper-intransigente dei politici britannici nei confronti dell’Irlanda. I numerosi successi elettorali conseguiti durante lo sciopero spinsero il movimento repubblicano a muoversi verso la politica, e indirettamente spianarono la strada all’Accordo del Venerdì Santo e al successo elettorale del Sinn Féin molti anni dopo.
Sands in carcere scrisse, oltre ai già citati articoli e poesie, un libro in cui parla dell’esperienza carceraria intitolato Un giorno della mia vita. Sands scrisse, riferendosi agli anni della sua adolescenza: “Ero soltanto un ragazzo della working class proveniente da un ghetto nazionalista, ma è la repressione che crea lo spirito rivoluzionario della libertà. Io non mi fermerò fino a quando non realizzerò la liberazione del mio paese, fino a che l’Irlanda non diventerà una, sovrana, indipendente, repubblica socialista”.
“Sono un prigioniero politico. Sono un prigioniero politico perché sono l’effetto di una guerra perenne che il popolo irlandese oppresso combatte contro un regime straniero, schiacciante, non voluto, che rifiuta di andarsene dalla nostra terra. Io difendo il diritto divino della nazione irlandese all’indipendenza sovrana, e credo in essa, così come credo nel diritto di ogni uomo e donna irlandese a difendere questo diritto con la rivoluzione armata. Questa è la ragione per cui sono carcerato, denudato, torturato!”
“Se non riescono a distruggere il desiderio di libertà non possono stroncarti. Non mi stroncheranno perché il desiderio di libertà e la libertà del popolo irlandese sono nel mio cuore. Verrà il giorno in cui tutto il popolo irlandese avrà il desiderio di libertà. Sarà allora che vedremo sorgere la luna.”

Giacomo Gioacchini

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