La Cina consolida la propria leadership geopolitica nel Pacifico, che sia l’alba di un “Impero”?

La Cina consolida la propria leadership geopolitica nel Pacifico, che sia l’alba di un “Impero”?

Di Martina Mazzeo

Oggi la Cina sigla definitivamente con 14 paesi il Regional Comprehensive Economic Partnership (RCEP), il più grande accordo di libero scambio al mondo.

Il RCEP include 15 economie dell’Asia-Pacifico ed esclude quella che è la prima grande potenza mondiale, gli Stati Uniti.

Il motivo è molto semplice: gli USA, durante la presidenza Trump si erano sfilati dal Trans-Pacific Partnership, l’altro grande patto commerciale siglato da Obama, che escludeva la Cina ma che aveva dato grande vitalità al Giappone, paese, tra l’altro, oggi firmatario del RCEP.

Comunque sia, la firma del patto in questione rappresenta, de facto, non solo una pietra miliare nella cooperazione regionale dell’Asia orientale, bensì un’occasione per la Cina di espandere definitivamente la propria influenza geopolitica e grostrategica nella zona ASEAN.

Cosa prevede la ratifica? Innanzitutto l’accordo raggruppa l’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico, ASEAN, per l’appunto, più Cina, Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda.

Ha l’obiettivo di ridurre le tariffe e i dazi doganali tra i paesi membri del patto in molti settori quali il commercio di beni, investimenti e commercio elettronico, proprietà intellettuale ed appalti in un’ottica di un’economia sempre più integrata e interdipendente, anti-protezionista.

Per Cina e Giappone, rispettivamente prima e seconda economia asiatica, il Rcep è il primo accordo di libero scambio a metterle in contatto (e forse, ad assicurare a Pechino un pieno controllo diretto sul suo junior partner).

La posizione dell’India, paese che non rientra tra i firmatari per timore di un aumento del suo deficit commerciale con il Dragone, è ininfluente, dato che, come la storia insegna, alla fine si finisce sempre per “saltare sul carro del vincitore”.

In conclusione, il RCEP potrebbe aiutare Pechino a ridurre la sua dipendenza dai mercati e dalla tecnologia d’oltremare, un cambiamento accelerato da una frattura sempre più profonda con Washington, ma soprattutto, potrebbe portare la Cina e la regione dell’Asia-Pacifico a conquistare la leadership globale nella ripresa post-covid e ridimensionare una volta per tutte l’egemonia USA a livello globale.

Rispondi