La petizione: una Repubblica autonoma nella Zona B del Territorio Libero di Trieste

La petizione: una Repubblica autonoma nella Zona B del Territorio Libero di Trieste

E’ ormai da qualche settimana che è stata lanciata l’interessante proposta della SNCI, la Società Nazionale per la Confederazione Italiana, che mira a colmare il vuoto giuridico che si è venuto a creare con la dissoluzione dello Stato Jugoslavo.

Come è noto, in seguito alla fine della guerra, il territorio di Trieste fu diviso in due parti: Zona A, di cui faceva parte la città, oggi in Italia, e Zona B, dove si trova Capodistria (Koper in sloveno), oggi sotto la giurisdizione slovena. La petizione mira quindi ad istituire una Repubblica Indipendente nel territorio sloveno nella quale sia tutelati i diritti della comunità autoctona italiana.

Riportiamo di seguito il testo della petizione ed il link al quale si può firmare:

I sottoscritti cittadini Italiani e Sloveni, considerato il vuoto giuridico creatosi intorno alla amministrazione della Zona B del Territorio Libero di Trieste dopo lo scioglimento della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia, PROPONGONO una soluzione condivisa del problema del Territorio Libero di Trieste che preveda:

a) l’istituzione di una Repubblica Autonoma nella parte della Zona B del Territorio Libero di Trieste sotto Amministrazione Fiduciaria Slovena, mediante una riforma dell’art. 64 della Costituzione Slovena;

b) l’istituzione della Provincia Autonoma “Zona A del Territorio Libero di Trieste”, mediante una riforma dell’art. 116 della Costituzione Italiana.

PROPOSTA DI RIFORMA DELL’ART. 64 DELLA COSTITUZIONE SLOVENA PER L’ISTITUZIONE DI UNA REPUBBLICA AUTONOMA DI ISTRIA NELLA ZONA B DEL TERRITORIO LIBERO DI TRIESTE SOTTO AMMINISTRAZIONE SLOVENA

“Articolo 64

(Istituzione della Repubblica Autonoma della Zona B del Territorio Libero di Trieste e diritti particolari della comunità nazionale autoctona italiana e di quella magiara in Slovenia)

In qualità di Stato Amministratore della Zona B del Territorio Libero di Trieste, la Repubblica di Slovenia istituisce la Repubblica Autonoma di Istria entro i confini della Circoscrizione Territoriale della Zona B del Territorio Libero di Trieste stabiliti dal Memorandum di Londra del 1954. I cittadini della Repubblica Autonoma di Istria saranno chiamati ad eleggere l’Assemblea della Repubblica Autonoma, in cui sarà obbligatoriamente rappresentata la Comunità Nazionale Autoctona Italiana con un congruo numero di deputati.
I cittadini della Repubblica Autonoma di Istria godranno della cittadinanza slovena e potranno richiedere facoltativamente la cittadinanza del Territorio Libero di Trieste.
Gli esuli italiani e sloveni della Zona B del Territorio Libero di Trieste e i loro discendenti potranno richiedere la cittadinanza del Territorio Libero di Trieste, ma non la cittadinanza slovena, a meno che non presentino i requisiti previsti dalla Legge.
Le comunità nazionali autoctone italiana e magiara e i loro appartenenti godono nella Repubblica di Slovenia del diritto di usare liberamente i propri simboli nazionali e, ai fini della conservazione della propria identità nazionale, di istituire organizzazioni, di sviluppare attività economiche, culturali e di ricerca scientifica, nonché attività nel settore della pubblica informazione e dell’editoria. In conformità alla legge queste comunità nazionali e i loro appartenenti godono del diritto all’educazione e all’istruzione nella propria lingua nonché alla formazione e allo sviluppo di tale educazione e istruzione nella propria lingua.

La legge stabilisce le zone nelle quali è obbligatoria l’istruzione scolastica bilingue. Le comunità nazionali e i loro appartenenti godono del diritto di coltivare i rapporti con la propria nazione madre e con i rispettivi Stati. Lo Stato sostiene materialmente e moralmente l’attuazione di questi diritti.

Nelle zone, nelle quali vivono queste comunità, i loro appartenenti, per realizzare i propri diritti, istituiscono comunità autogestite. Su loro proposta lo Stato può autorizzare le comunità nazionali autogestite a svolgere determinate mansioni di competenza dello Stato, garantendo i mezzi per la loro realizzazione.

Le comunità nazionali sono rappresentate direttamente negli organi rappresentativi dell’amministrazione locale e nella Camera di Stato.

La legge regola la posizione e il modo di attuazione dei diritti della comunità nazionale italiana rispettivamente di quella magiara nelle zone in cui vivono, gli obblighi delle comunità locali autogestite diretti all’attuazione di tali diritti, nonché quei diritti che gli appartenenti alle due comunità nazionali attuano anche al di fuori di tali zone, vengono stabiliti dalla legge. I diritti di entrambe le comunità nazionali e dei loro appartenenti sono garantiti indipendentemente dal numero degli appartenenti a queste comunità.

Le leggi, le altre norme e gli atti generali attinenti alla realizzazione dei diritti e della posizione previsti dalla Costituzione solamente nei riguardi delle comunità nazionali non possono essere approvati senza il consenso dei rappresentanti della comunità nazionali”.

PROPOSTA DI RIFORMA DELL’ART. 116 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA

“Art. 116

Il Friuli Venezia Giulia, la Sardegna, la Sicilia, il Trentino – Alto Adige/Südtirol e la Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia, secondo i rispettivi statuti speciali adottati con legge costituzionale.

La Regione Trentino – Alto Adige/Südtirol è costituita dalle province autonome di Trento e di Bolzano.

La Regione Friuli-Venezia Giulia comprende la provincia autonoma della Zona A del Territorio Libero di Trieste, che, pur non rappresentando “territorio ceduto” (art. 21 del TdP del 1947), gode di una particolare autonomia politico-istituzionale. Nella Zona A del Territorio Libero di Trieste sono istituite le Comunità Autogestite della Nazionalità Slovena, le cui competenze saranno disciplinate sul piano normativo dalla provincia autonoma.

Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell’articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l), limitatamente all’organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei princìpi di cui all’articolo 119. La legge è approvata dalle camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la regione interessata”.

A questo link è possibile sottoscrivere la petizione

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