La presa del Campidoglio

La presa del Campidoglio

Di Alessio Benassi

La storia, da millenni, insegna che i simboli sono fondamentali, la costruzione o la distribuzione di essi rappresenta sempre un punto di svolta o comunque un passaggio fondamentale.
In questo senso le immagini pervenute dagli USA, con la folla che entra nella sede del Congresso nel United States Capitol di Washington DC, rimanda a un percorso storico consolidato che vede la forza della massa appropriarsi e occupare un “simbolo”.

Basti pensare all’esempio lampante della presa della Bastiglia, il 14 luglio del 1789, la folla di parigini colti dal timore di una possibile repressione decise di armarsi. I parigini assaltarono la vetusta fortezza, che per ironia della sorte doveva essere demolita, liberarono i pochi prigionieri, massacrarono il comandante della guarnizione e presero le armi. Un evento che poteva passare per una rivolta popolare mal gestita, divenne la miccia della rivoluzione francese, diventando un simbolo estremamente forte, che vide le masse marciare su Versailles, o tempo dopo, i rivoluzionari bolscevichi durante la rivoluzione d’ottobre con l’assalto al Palazzo d’Inverno di San Pietroburgo.
Ma non solo i simboli in sé sono fondamentali, è altresì forte sapersi appropriare di essi. In questo senso abbiamo un altro rimando nella storia, e in tempi più recenti rispetto alla rivoluzione francese, il 27 febbraio del 1933 un terribile incendio scoppiò al Reichstag a Berlino, la forza della distruzione del simbolo delle istituzioni tedesche rafforzò la presa del potere di Hitler in Germania.

Ecco cosa accomuna la Bastiglia e il Reichstag, con quello che è accaduto a Washington, la massa dei cittadini americani che entrano violentemente nel simbolo per eccellenza delle istituzioni USA, con devastazioni e purtroppo anche dei morti, è un’ immagine di caos.
Cosa che desta scalpore, paura e indignazione in America e nel mondo, tutti i leader politici ora accusano Trump per quello che è accaduto e ovviamente la stampa mondiale riporta il caos di Washington. Trump non solo esce sconfitto politicamente, ma viene delegittimato e affossato, rendendo ardua se non impossibile una sua ricandidatura.
Sul fronte opposto invece, Biden esce rinforzato, si presenta e viene posto come il “restauratore dell’ordine”, il presidente contro la paura.
Se Trump viene estromesso e Biden sembra prendersi i pieni poteri, il trumpismo non finisce, il vicepresidente uscente Pence raccoglierà forse il testimone in futuro, ma per ora i tempi sembrano assai cupi.

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