L’islamizzazione d’Europa, Rischio Banlieue, integrazione, Shari’a; Lorenza Formicola risponde a Nicholas Pellegrini.

L’islamizzazione d’Europa, Rischio Banlieue, integrazione, Shari’a; Lorenza Formicola risponde a Nicholas Pellegrini.

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Giornalista e analista del mondo arabo e islamico. Si occupa di immigrazione e sicurezza, con una particolare attenzione alla nuova islamizzazione dell’Europa. Scrive soprattutto per La Nuova Bussola Quotidiana, Analisi Difesa, il Giornale.

Sentiamo parlare spesso di interi quartieri di alcune città della Francia, ma anche del Belgio, in cui a dominare sembrerebbe essere una maggioranza islamica, con cui è difficile, se non impossibile, una convivenza civile, dove anche per la Polizia risulta difficile avere un controllo. Puoi farci una analisi più chiara?

Mi verrebbe da fare subito una battuta: “sentiamo parlare spesso?!”, magari fosse così. La verità è che la nostra è una società totalmente schizofrenica che vive la propria quotidianità con le infinite restrizioni che la minaccia del terrorismo islamico ci ha imposto, ma che allo stesso tempo nega di guardare con preoccupata attenzione e realismo all’islam.

Davvero ci sono alcuni quartieri a predominio islamico in cui la convivenza è impossibile?

Chi dice il contrario o mente o è in cattiva fede. Ma per capire la ragione di intere città abbandonate alla giurisdizione islamica, occorre chiarire cos’è l’islam più che elencare l’infinita sfilza, Paese per Paese, di no go zone. L’islam non è semplicemente una religione, è un sistema politico articolato e con un ordine regolato dalla giurisprudenza, la legge della shari’a. L’islamismo è un’ideologia completa, che non è mai stata, non è e non può essere compatibile con la legge, i principi e le radici della civiltà europea. È questa la ragione dello scontro. I musulmani non cercano integrazione, perché scopo del jihad è sottomettere tutti i popoli della terra alla legge di Allah. 

In Italia com’è la situazione riguardo la convivenza con l’islam? Esistono casi simili?

In Italia viviamo un’islamizzazione silenziosa. Di manifestazioni plateali ce ne sono davvero poche, complice anche una classe politica ancora impreparata, spesso completamente disinformata e che lascia diversi margini di azione alla comunità islamica italiana. Le ultime stime raccontano di 1,6 milioni di musulmani in Italia: numeri da capogiro per un Paese come il nostro. E se considerato che l’indice di natalità è esattamente il doppio di quello italiano. Sono inoltre oltre 1000 i luoghi di culto islamici, tra moschee e centri culturali, sul territorio italiano. Quando l’Islam è rappresentato da un numero sufficientemente importante di fedeli in uno stato non islamico, il primo progetto, a lunga scadenza, è quello di ricreare l’ambiente favorevole per imporre il codice politico religioso (shari’a).

Continue aperture di moschee, ghetti, baby gang di seconda/ terza generazione di origine islamica. La nostra cara Europa è secondo lei sotto attacco? Puó esserci un’inversione di marcia rispetto all’attualità?

Siamo nel bel mezzo di un nuovo tentativo di islamizzazione d’Europa. Qualcosa di annunciato decenni fa, ma puntualmente ignorato. L’Europa che conosciamo sta per essere strappata via e sta diventando Eurabia: un’islamizzazione sbocciata nelle scuole di Francia nel 1989. 

Fu l’alleanza euro-araba degli anni ’60 nata dall’antiamericanismo, e in chiave anti Israele, a dettare le condizioni che avrebbero cambiato il nostro orizzonte e che oggi sono nel pieno della loro espressione.

Là vennero disegnate le coordinate favorevoli all’immigrazione e alla diffusione della cultura islamica in Europa e poi il coordinamento con gli stati arabi per la diffusione della lingua e cultura islamiche, l’imposizione dell’insegnamento della cultura arabo islamica a scuola e all’università, i centri culturali islamici nelle capitali d’Europa. Tutto ciò, sessant’anni dopo è tremendamente radicato, l’orizzonte che è la nostra nuova normalità. Un’inversione di tendenza è impossibile fino a quando i media e la politica non accetteranno di dare un nome alla realtà. 

Islamo – Sinistra, Formicola potrebbe spiegarci meglio cosa significa?

Nelle università francesi l’islamo-guachisme è immanente. Il numero di eventi che attestano un aumento dell’islamismo all’università è cresciuto negli ultimi anni e la simpatia di alcuni movimenti di sinistra per questa causa non è più nascosta. La tentazione di considerare tutto ciò una boutade è forte, ma miope. 

È stato il sociologo Pierre-André Taguieff il primo a usare l’espressione nel 2002. Per Taguieff aveva ed ha un valore descrittivo:  designa la convergenza tra fondamentalisti musulmani e gruppi di estrema sinistra, legati da nemici comuni. 

Perchè è ancora un tabù parlare di questo tema?

Perché le élite dovrebbero sconfessare se stesse.

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