L’uomo che disse no, il 7 Ottobre di 35 anni fa…

Il 7 ottobre di 3anni fa la nave da crociera Achille Lauro venne sequestrata al largo delle coste egiziane da un commando di 4 aderenti al Fronte per la Liberazione della Palestina (FLP), con a bordo circa 500 persone.
L’azione aveva come obiettivo il far rilasciare una cinquantina di palestinesi incarcerati in territorio israeliano.


Al comandante venne ordinato di dirigersi nel porto siriano di Tartus, approdo negato in seguito dal presidente siriano a causa delle pressioni statunitensi.
Dopo trattative diplomatiche a dir poche complicate e l’intercessione dell’OLP di Arafat e di Abu Abbas si ottenne la resa del commando a patto che venisse loro concessa l’immunità.
La mattina dell’8 ottobre la nave gettò l’ancora al largo di Porto Said, ma il commando abbandonò la nave soltanto nel pomeriggio.
Solo due giorni dopo si scopri che un cittadino statunitense, Leon Klinghoffe, era stato giustiziato.
La notizia irritò i vertici USA, che richiesero l’estradizione del commando palestinese, mentre l’allora presidente del consiglio Bettino Craxi si oppose appellandosi al diritto internazionale (fatti avvenuti in giurisdizione italiana).
L11 ottobre un aereo di linea egiziano decollò per portare i membri del commando a Tunisi, assieme allo stesso Abu Abbas, un consigliere di Arafat e del personale governativo egiziano, quando alcuni caccia statunitensi intercettarono l’aereo e lo obbligarono ad atterrare nella base aerea di Sigonella.
Vennero mobilitati i carabinieri e la VAM al fine di rendere inoffensivi i Delta Force Usa intervenuti per prelevare il commando, scatenando una grave crisi diplomatica USA-Italia rientrata soltanto dopo 5 ore grazie alla rinuncia statunitense.
Il commando venne preso in consegna dalla polizia italiana e trasferito nel carcere di Siracusa.
Il governo italiano dispose lo spostamento dell’aereo egiziano all’aeroporto di Ciampino al fine di guadagnare tempo e accertare il convolgimento dei due dirigenti palestinesi nella vicenda. Al velivolo egiziano si unirono come scorta 4 F-104S italiani, che ostacolarono un F14 statunitense dal prendere in consegna l’aereo egiziano.
Gli aerei giunsero a Ciampino alle 23, e un secondo aereo USA millantando guasti tecnici si posizionò sulla traiettoria del velivolo egiziano visto il timore nutrito dagli statunitensi che i dirigenti potessero fuggire.
Il direttore del servizio segreto italiano dispose un ultimatum nei confronti del caccia USA, minacciando il pilota di far rimuovere il velivolo con un buldozer nel caso non avesse liberato la pista. Il velivolo poco dopo decollò.
Solo il giorno dopo la partenza di Abbas i servizi segreti israeliani fornirono stralci di intercettazioni che potevano legare il sopracitato all’azione terroristica, mentre il 16 la CIA consegnò le intercettazioni complete dimostrandone la colpevolezza. Venne in seguito processato e condannato all’ergastolo in contumacia.

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