Poveri illusi voi che esultate per il Recovery fund

Poveri illusi voi che esultate per il Recovery fund

Occorre fare un’ulteriore operazione di verità riguardo al Recovery Fund o il NGEU.

Noto che viene celebrato dai giornalisti con un lessico molto fantasioso.
Definito un “breakthrough” dal Financial Times, e addirittura come “l’inizio storico degli Eurobond” grazie una “Fed Europea con finanziamenti a fondo perduto”.

Diciamo le come stanno – prima di spiegare nel dettaglio come quadrano le cifre: al fronte di un crollo del PIL del 15% in soli 6 mesi del 2020, dopo le negoziazioni noi riceveremo un misero 1% del PIL in prestiti dall’UE.
Secondo le stime del FMI avremmo bisogno per evitare il collasso di 500mld.

In pratica faremo austerity di fronte a una recessione senza precedenti.
Cadendo in un loop di debito e collasso economico.

In uno stato normale la Banca Centrale avrebbe immesso liquidità immediatamente, monetizzando il debito e creando uno stimolo economico.
Per fare un confronto il Regno Unito – che ha una popolazione pari all’Italia – ha annunciato un deficit della stessa entità per un solo anno (e senza condizionalità di austerity).

Vediamo dunque di arrivare alle cifre e di smontare punto per punto tutte le fantiasiose arrampicate sugli specchi dei giornalisti:

1) L’UE funziona tramite un bilancio a saldo zero.
Questo vuol dire che se 750mld escono, 750mld entrano.

In una reale integrazione fiscale esisterebbe 1) un Tesoro Europeo, 2) la possibilità di fare deficit a livello Europeo e 3) la possibilità di mutualizzare il debito degli stati membri.

Queste sarebbero le basi – ora completamente inesistenti – per gli Eurobond.

2) Quindi come finanzia l’UE il Recovery Fund e quanti soldi spettano all’Italia?
La cifra di 208-220mld è pura speculazione per ora.

Dei soldi che riceveremo la maggior parte sarà in prestiti bilaterali (127mld circa).

I prestiti bilaterali implicano il cosidetto “binding repayment plan” (e tutte le annesse “riforme competitive”) che rimborsemo individualmente tramite liquidità ottenutà con BTP (tornando di nuovo alle obbligazioni nazionali) sotto forma di tasse e/o azioni del Tesoro.

In pratica utilizzeremo la Banca Centrale per ripagare soldi che sono già nostri (quelli dei prestiti bilaterali provengono dal bilancio EU in cui siamo contribuenti netti).

Degli 80mld “a fondo perduto” andremo a rimborsarne la maggior parte, se non tutti, in base al PIL.
La stima attuale è che ne rimborseremo 60mld (il 75%).

In totale dunque avremo in dono l’1% del PIL spalmato di fronte un crollo a doppia cifra.

Non esiste nessun “regalo dai Paesi Frugali” al “Sud Europa sprecone”.
Sono soldi nostri, che riprendiamo in prestito con interessi e riforme di austerity.

Non esiste alcuna “carità” di qualche “Paese Frugale”.
Anzi direi che al massimo siamo noi – contributori netti – che facciamo carità a loro (con tutti gli sconti sui rebates).
Pure essendo contribuenti netti, non avremo nessun rebate. La Germania stranamente sí.

3) Cosa è il debito comune della Commissione?

Mi spiace deludere il Financial Times e le loro chiacchere di “breakthrough”.

Prima di tutto non è una novità. L’UE aveva già utilizzato questo strumento con il Portogallo. Ovviamente essendo il bilancio UE a saldo zero, vennero restituiti tutti con interessi e austerity.

Sono obbligazioni dai contorni indefiniti (non sappiamo i tassi di interesse, il rating..) che potrebbero essere emesse dall’UE – e che devono essere ripagate in pieno.

Mancano anche le “cross default clauses” che indicano una vera mutualizzazione del debito.
In parole povere se non riusciamo a ripagare andiamo in default solo noi, non la Germania.

Questo sempre se – condizionale imperativo – la Commissione emetterà obbligazioni, o semplicemente la BCE raccoglierà obbligazioni nazionali sul mercato girandole poi alla Commissione a tassi comuni per gli Stati Membri.

In nessun modo questo rappresenta un’unione fiscale, Eurobond o mutualizzazione del debito.
I grant vanno rimborsati in base al PIL. E qualsiasi bond emesso va ripagato per saldare a zero il bilancio UE.

In tutto questo ricordate che rientrerà in vigore il Patto di Stabilità.
Quindi faremo una duplice austerity: quella imposta dal recovery fund con tutte le sue folli condizionalità e quella imposta da Maastricht.

Non dimentichiamo infine il commissariamento politico e le innumerevoli condizionalità controfirmate da Conte.
In UE che spinge per austerity, con il Fiscal Compact in vigore, saremmo obbligati a spendere i nostri soldi come detta Brussels.

Deve esistere un enorme livello di pazzia a livello Europeo per agire tramite questi processi contorti di Troika, quando avremmo tranquillamente potuto emettere BTP sfruttando il QE illimitato della BCE in pandemia.

Non esiste altra spiegazione dunque che un volere politico di privare l’Italia di ogni sovranità per spiegare questo Recovery MES.

Di Carola Pagano

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