Viale Monza stravolto per una manciata di bici

Abbiamo a cuore la mobilità sostenibile, ma dobbiamo consentire a tutti i milanesi di muoversi liberamente senza che debbano affrontare maggiori rischi.

A cura di Costanza Cavalli
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Tra le ore 19 e le ore 20 in viale Monza transita, in uscita dalla città e verso il centro, una media complessiva di 3,5 bicicli al minuto. Il calcolo, con il conta persone alla mano, è stato fatto da Fratelli d’Italia i cui esponenti si sono messi, durante l’ora di punta di mercoledì, a numerare i ciclisti che passavano. Due persone (una monitorava chi pedalava in entrata a Milano, una seconda chi andava verso Sesto San Giovanni) erano posizionate all’inizio di viale Monza, all’angolo con piazzale Loreto, e altre due all’altezza della fermata del metrò Turro.

Alla fine della ricognizione, 155 ciclisti uscivano da Milano e 73 entravano, 214 in tutto appunto. Di questi, per più del 40 percento si trattava di fattorini, un aumento dopo le 19.30, perfetto orario di cena lombardo. Anche ipotizzando che in viale Monza esistano 14 ore di punta (dalle 8 alle 22, gli orari in cui la gente circola di più), si arriverebbe a 2.800 passaggi, un terzo di quanto dichiarato (senza prove) dal Comune.

Se la corsia delle biciclette era semivuota, le due per le automobili invece ribollivano, una colonna di veicoli che procedevano a passo d’uomo.

C’è da tener conto inoltre che ïl traffico è ben lontano dall’essere a pieno regime, perché sono ancora molte le aziende in telelavoro. «Abbiamo deciso di eseguire la nostra osservazione tra le 19 e le 20 perché per i lavoratori è orario di punta e l’analisi si concentra sull’uso della bici come mezzo utile per andare e tornare dal lavoro (così in effetti viene spacciato dalla giunta) e non come veicolo per il tempo libero»,ha sottolineato Mascaretti. I primi dati confermano l’ipotesi dell’opposizione: è molto difficile che un lavoratore scelga le due ruote per raggiungere l’ufficio.

Valeva la pena stravolgere la viabilità della città per neanche quattro bici al minuto? (…)

Mascaretti, specifica: «Abbiamo a cuore la mobilità sostenibile, ma dobbiamo consentire a tutti i milanesi di muoversi liberamente senza che debbano affrontare maggiori rischi. La nuova viabilità non coinvolge solo i cittadini che scelgono l’automobile, il mezzo più sicuro contro la diffusione del contagio, e non è un danno solo per coloro che si muovono con trasporti pubblici, più congestionati e imbottigliati nel traffico, ma anche per i ciclisti, che devono condividere spazi ristretti e senza protezioni con i monopattini. La politica di Sala è inadeguata per il capoluogo lombardo e irresponsabile: oggi in corso Buenos Aires il caos è tale che bisogna pregare di non aver bisogno di un’ambulanza».

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